La città di Quartu Sant'Elena





       La terza città della Sardegna per numero di abitanti deve il suo sviluppo in parte dalla vicinanza del capoluogo, a cui è collegata ormai senza soluzione di continuità tramite la trafficatissima via Marconi ed i quartieri che la circondano sul lato nord; il lato sud è occupato dallo stagno di Molentargius. La piazza Azuni, facile da raggiungere, segna il centro della città; vi si nota una piccola colonna romanica, sormontata da una croce gotica del secolo XV, e la chiesa di Sant’Agata, del secolo XIII, appartenente ad un convento di Cappuccini, con abside quadrata. A breve distanza, nella piazza Sant’Elena, si può visitare la parrocchiale di Sant’Elena, di stile neoclassico, con vari e gradevoli particolari barocchi (secolo XVII-XVIII). Tappa d’obbligo per chi visita Quartu, è l’ormai famosa casa-museo Sa Domu ‘e Farra (la casa della farina; via Porcu 143), antica dimora campidanese, con loggiato, abitazione del proprietario, stanze per i servi, cucine, magazzini e grande cortile, dove un appassionato quartese ha raccolto migliaia di oggetti di uso quotidiano fino al 1950-70 circa, poi rapidamente caduti nell’oblìo di tutti, e dunque meritevoli di essere salvati ed esposti al pubblico. Sono ben riprodotte tutte le stanze delle case campidanesi appartenenti alle famiglie agiate, dove sono inseriti mobili, attrezzi, ormamenti, soprammobili ed abiti relativi alla vita, alle attività, alla cultura dei sardi prima dell’avvento della “modernità”. 

       Sono di notevole interesse i dintorni costieri della città, una volta superati i vari insediamenti che si succedono a partire dalla spiaggia di Quartu (collegata con il Poetto di Cagliari) e dalle aree balneari di Foxi, Margine Rosso, Sant’Andrea, Flumini, Is Mortorius ecc., lungo la strada panoramica per Villasimius. I punti più belli sono la costa di Cala Regina (con la spagnola torre di Cala Regina), la vicina spiaggia di Mari Pintau, contornata da un boschetto di pini, e le varie vedute sulle solitarie scogliere, che si alternano alle spiagge ed agli insediamenti turistici di Solanas, Geremeas, Cannesisa-Torre delle Stelle, anche ricadenti in frazioni staccate dei comuni di Sinnai e Maracalagonis. Dal Capo Boi, sormontato dalla torre di Capo Boi, anch’essa di origine spagnola e dunque secentesca, si ammira verso est lo stupendo Golfo di Carbonara a Villasimius, e verso ovest la grande spiaggia di Solanas (comune di Sinnai), di sabbia dorata, dalle acque verdissime. Occorre rilevare che la provinciale Cagliari-Villasimius è soggetta ad intensissimo traffico nel mese di agosto e nei fine settimana estivi: questo non consente in quei periodi di apprezzare a pieno il gradevole panorama di questo tratto costiero. È stato progettato un nuovo percorso che, per preservare l’ambiente della zona, transiterà nell’entroterra, ricollegandosi alla futura ss125 Orientale Sarda. Altra importante arteria del territorio quartese è la circonvallazione ss554, posta tra la città ed i centri di Sinnai, Settimo San Pietro (m 70 ab. 5.524), Quartucciu (m 14 ab. 9.599), Selargius (m 11 ab. 23.237), e Maracalagonis (m 82, ab. 5.982); il tracciato serve la conurbazione cagliaritana, ovvero l’insieme urbanistico che circonda il capoluogo, collegando la ss131 con la ss125 e con la Cagliari-Villasimius, e segnando anche i limiti delle aree più intensamente abitate, confinanti con l’interessante paesaggio rurale del Campidano Meridionale. Quest’area appare sparsa solamente di poche coltivazioni e alcune rare casette coloniche: un tempo, dal 1960 e fino al 1995 circa, appariva molto più ricco di vigneti che comunque stanno cominciando ad essere reimpiantati.

         Tra le tante ricchezze turistiche dell’isola,  è da considerarsi certamente la più bella città sarda per le vedute offerte dai vari quartieri, cui si aggiunge il cospicuo patrimonio artistico-archeologico e l’importanza ecologica dei suoi stagni. Ma della città viene, a nostro avviso, insufficientemente considerata la meravigliosa spiaggia del Poetto, lunga 5 Km ed estesa anche nel territorio comunale di Cagliari. Un controverso ma certamente opportuno intervento degli enti preposti ha portato, dopo il 1985, all’eliminazione delle caratteristiche capanne; queste, con i loro legni policromi, sorgevano fin dal 1920 su quasi tutta la spiaggia, oggi finalmente libera di manifestare la sua smagliante e solare bellezza. Con il Capo S. Elia che la chiude ad occidente, e la costa di Cagliari e Villasimius ad oriente, la vista panoramica del Poetto spazia fino alle montagne del Sarrabus ed al Capo Carbonara, degno sfondo alle acque trasparenti che bagnano l’arenile sconfinato, di sabbia candida e fine.